W3.1 Perché il Wireless è più Vulnerabile
In una rete cablata, un attaccante deve avere accesso fisico a una presa di rete o a un cavo per intercettare il traffico. In una rete wireless, il segnale radio si propaga in tutte le direzioni, ben oltre i muri dell’edificio. Chiunque con un’antenna nel raggio di copertura può potenzialmente intercettare tutto il traffico.
Il mezzo trasmissivo del Wi-Fi — l’aria — è condiviso e non confinabile. Non puoi impedire fisicamente a qualcuno di ricevere il tuo segnale. L’unica difesa è la crittografia: rendere i dati illeggibili anche se intercettati.
W3.2 L’Evoluzione: da WEP a WPA3
| Protocollo | Anno | Cifratura | Integrità | Autenticazione | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| WEP | 1999 | RC4 (40/104 bit) | CRC-32 | Open / Shared Key | ☠️ MORTO — craccabile in secondi |
| WPA | 2003 | RC4 + TKIP | MIC (Michael) | PSK o 802.1X | ⚠️ Deprecato |
| WPA2 | 2004 | AES-CCMP (128 bit) | CBC-MAC | PSK o 802.1X | ✓ Ancora diffuso |
| WPA3 | 2018 | AES-GCMP (128/256 bit) | GMAC | SAE o 802.1X | ✓✓ Standard attuale |
WEP — Perché è morto
WEP (Wired Equivalent Privacy) aveva difetti architetturali fatali: l’IV (Initialization Vector) era di soli 24 bit (16 milioni di combinazioni), si ripeteva rapidamente. La chiave RC4 veniva riutilizzata con IV prevedibili. Il CRC-32 non proteggeva dall’iniezione di pacchetti. Risultato: con strumenti come aircrack-ng, la chiave WEP si cracca in meno di 60 secondi catturando abbastanza frame. Non usare MAI WEP.
WPA2 — Lo standard che ha funzionato
WPA2 ha risolto i problemi di WEP e WPA introducendo AES-CCMP (un cifrario a blocchi robusto) al posto di RC4. È stato lo standard per quasi 15 anni e resta ancora sicuro se configurato correttamente con una password forte.
Quando un client si connette a una rete WPA2-PSK, AP e client negoziano le chiavi di sessione con un handshake a 4 messaggi, usando la PSK (Pre-Shared Key) come base. La PSK non viene mai trasmessa: viene usata per derivare una PMK (Pairwise Master Key) e poi una PTK (Pairwise Transient Key) unica per ogni sessione. Anche se due client usano la stessa password, hanno chiavi di sessione diverse.
WPA3 — Il nuovo standard
WPA3 migliora WPA2 in tre aree critiche: autenticazione, resistenza al brute force e protezione delle reti aperte.
Sostituisce il 4-way handshake PSK con SAE (Simultaneous Authentication of Equals): un protocollo di scambio chiavi basato su crittografia a curva ellittica. Offre forward secrecy: anche se la password viene scoperta in futuro, il traffico passato resta protetto.
SAE rallenta gli attacchi a dizionario: ogni tentativo richiede un’interazione con l’AP. Non è più possibile catturare l’handshake e craccarlo offline (come si fa con WPA2-PSK). Anche password corte diventano molto più difficili da indovinare.
Opportunistic Wireless Encryption: le reti “aperte” (senza password) vengono comunque cifrate individualmente per ogni client. Niente più sniffing negli hotspot pubblici. Il nome commerciale è “Wi-Fi Enhanced Open”.
Con WPA2-PSK, se un attaccante cattura tutto il traffico cifrato e in futuro scopre la password, può decifrare retroattivamente tutto il traffico registrato. Con WPA3-SAE, ogni sessione usa chiavi effimere non derivabili dalla password: anche conoscendo la password, il traffico passato resta illeggibile. Questo si chiama forward secrecy.
W3.3 PSK vs Enterprise (802.1X)
Una password condivisa (Pre-Shared Key) uguale per tutti gli utenti.
- Semplice da configurare
- Se un utente lascia l’azienda → va cambiata per tutti
- Impossibile tracciare chi fa cosa
- Tutti i client condividono la stessa PMK
- Vulnerabile al brute force offline (WPA2)
Uso: casa, piccoli uffici (<10 utenti)
Credenziali individuali per ogni utente, verificate da un server RADIUS.
- Ogni utente ha username/password o certificato
- Se un utente lascia → disabiliti solo il suo account
- Log individuale: chi si connette, quando, da dove
- Ogni client ha una PMK diversa
- Assegnazione VLAN dinamica per utente
Uso: aziende, scuole, ospedali, organizzazioni
Come funziona 802.1X/EAP
In modalità Enterprise, l’autenticazione coinvolge tre attori:
Metodi EAP più diffusi
| Metodo EAP | Credenziali | Sicurezza | Complessità | Uso tipico |
|---|---|---|---|---|
| EAP-TLS | Certificato client + server | Massima (mutual auth) | Alta (PKI richiesta) | Enterprise high-security |
| PEAP (MSCHAPv2) | Username/password (tunnel TLS) | Alta | Media | Il più diffuso (AD/LDAP) |
| EAP-TTLS | Username/password (tunnel TLS) | Alta | Media | Alternative a PEAP |
| EAP-FAST | PAC + password (Cisco) | Alta | Media | Ambienti Cisco |
PEAP (Protected EAP) crea prima un tunnel TLS usando il certificato del server RADIUS (il client verifica l’identità del server), poi invia username e password attraverso il tunnel cifrato. Non serve un certificato sul client: basta un account Active Directory o LDAP. È il metodo preferito nella maggior parte delle organizzazioni.
W3.4 Attacchi Wireless
Il mezzo radio espone le reti Wi-Fi a una serie di attacchi specifici che non esistono nel mondo cablato.
L’attaccante crea un AP con lo stesso SSID della rete legittima, spesso con segnale più forte (posizionandosi vicino alle vittime). I client si associano all’AP malevolo pensando sia quello vero. L’attaccante può: intercettare tutto il traffico, presentare pagine di phishing (captive portal falso), iniettare malware.
Contromisura: WPA2/3 Enterprise con verifica del certificato del server RADIUS (il client rifiuta l’AP se il certificato non corrisponde). In modalità PSK è quasi impossibile da prevenire lato client. I WLC enterprise hanno funzioni di rogue AP detection.
L’attaccante invia frame di deautenticazione falsificati (spoofed) a nome dell’AP o del client. Questi frame non sono autenticati (nemmeno in WPA2!), quindi il ricevitore li accetta e si disconnette. L’attaccante può: causare DoS wireless, forzare il client a riconnettersi (per catturare l’handshake WPA2), forzare il client verso un evil twin.
Contromisura: 802.11w (Management Frame Protection, obbligatorio in WPA3). Protegge i frame di management con un MIC crittografico: i frame deauth falsificati vengono scartati. Anche Wi-Fi 6 migliora la protezione dei frame di management.
L’attaccante cattura il 4-way handshake (basta che un client si connetta) e poi prova offline milioni di password al secondo. Con GPU moderne, una password di 8 caratteri minuscoli si cracca in ore.
Contromisura: Password lunga (≥12 caratteri, mista), WPA3-SAE (l’attacco offline non funziona), 802.1X Enterprise (credenziali individuali, non una PSK comune).
Scoperto nel 2017: sfrutta una vulnerabilità nel 4-way handshake di WPA2 per forzare la reinstallazione di una chiave già usata, permettendo la decifrazione di pacchetti. Ha colpito tutti i dispositivi WPA2.
Contromisura: patch firmware (distribuite da tutti i vendor nel 2017-2018), WPA3 (immune per design).
Altri attacchi
| Attacco | Descrizione | Contromisura |
|---|---|---|
| Sniffing passivo | Cattura tutto il traffico in chiaro su reti aperte o WEP | WPA2/3, HTTPS, VPN |
| MAC spoofing | Clona il MAC di un dispositivo autorizzato per aggirare il filtro MAC | 802.1X (il MAC filter non è sicurezza!) |
| Jamming (DoS radio) | Trasmette rumore sulla frequenza per rendere il canale inutilizzabile | Difficile: rilevamento + localizzazione + intervento fisico |
| Karma / Known Beacon | L’AP malevolo risponde a qualsiasi probe request del client | Non salvare reti Wi-Fi aperte, disable auto-connect |
W3.5 Best Practice per la Sicurezza Wi-Fi
- WPA3-SAE dove possibile, WPA2-AES come minimo
- Mai WEP, mai WPA-TKIP, mai “Open” senza OWE
- Password PSK ≥ 12 caratteri, mista, non dizionario
- Cambiare le password di default dell’AP
- Disabilitare WPS (vulnerabile a brute force PIN)
- Abilitare 802.11w (MFP) se supportato
- Aggiornare regolarmente il firmware
- 802.1X Enterprise per organizzazioni (>10 utenti)
- SSID separato per ospiti (VLAN isolata, solo Internet)
- SSID separato per IoT (VLAN isolata, ACL restrittive)
- Rogue AP detection (WIDS/WIPS) sul controller
- Segmentazione con VLAN + firewall inter-VLAN
- Client isolation sulla rete guest (i client non si vedono)
- Captive portal con ToS per la rete ospiti
Molte guide consigliano di filtrare per MAC address. In realtà, il MAC address viaggia in chiaro in ogni frame 802.11 (anche con WPA3!). Un attaccante lo vede con un semplice sniffer e lo clona in 2 secondi (macchanger). Il MAC filter è un piccolo ostacolo, non una misura di sicurezza. Stessa cosa per l’SSID nascosto: l’SSID compare nei probe request dei client e può essere scoperto facilmente.
W3.6 WIDS/WIPS — Intrusion Detection & Prevention Wireless
Come i sistemi IDS/IPS nelle reti cablate (Modulo 9 del corso Sistemi e Reti), esistono equivalenti wireless:
Rileva minacce wireless: rogue AP, client non autorizzati, attacchi deauth, evil twin, anomalie nel traffico. Genera alert per l’amministratore. Passivo: osserva ma non agisce.
Rileva e reagisce: può inviare frame deauth al rogue AP per disconnettere i client da esso, bloccare MAC sospetti, modificare la configurazione degli AP. Attivo ma richiede attenzione per evitare falsi positivi.
Il WLC (o un AP dedicato in modalità “monitor”) scansiona periodicamente tutti i canali cercando AP non autorizzati. Se rileva un BSSID sconosciuto che trasmette con lo stesso SSID della rete legittima, lo classifica come rogue e può prendere contromisure. Alcuni controller classificano automaticamente i rogue AP come “amici” (reti vicine note) o “minacce” (stessa SSID, possibile evil twin).
W3.7 Confronto Finale dei Protocolli
| Aspetto | WEP | WPA2-PSK | WPA2-Enterprise | WPA3-SAE | WPA3-Enterprise |
|---|---|---|---|---|---|
| Cifratura | RC4 | AES-128 | AES-128 | AES-128 | AES-256 (192-bit mode) |
| Autenticazione | Shared key | PSK (password) | 802.1X/EAP | SAE (Dragonfly) | 802.1X/EAP |
| Forward secrecy | No | No | No | Sì | Sì |
| Brute force offline | Facile | Possibile | Non applicabile | Impossibile | Impossibile |
| MFP (802.11w) | No | Opzionale | Opzionale | Obbligatorio | Obbligatorio |
| Reti aperte | In chiaro | — | — | OWE (cifrate) | — |
| Raccomandazione | MAI | Accettabile | Consigliato | Ottimo | Il meglio |
W3.8 Riepilogo del Modulo
🧪 Verifica di Autovalutazione
Soluzioni
Domanda 01 — Vulnerabilità wireless
Domanda 02 — Perché WEP è morto
Domanda 03 — 4-way handshake WPA2
Domanda 04 — Forward secrecy e WPA3
Domanda 05 — PSK vs Enterprise
Domanda 06 — Evil twin
Domanda 07 — Deauth attack e WPA3
Domanda 08 — MAC filter
macchanger) e bypassa il filtro. Il MAC filter crea un falso senso di sicurezza: rallenta un utente inesperto ma non ferma un attaccante motivato.